Chi si specializza in un servizio come l’accoglienza per i ciclisti non lo fa solo perché ha una struttura alberghiera idonea e inserita in un contesto ambientale particolare, ma perché è spesso a sua volta un ciclista e comprende pienamente esigenze e aspettative di questi sportivi.
Il presidente del consorzio nazionale Italy Bike Hotels, ad esempio, albergatore da generazioni, afferma che la sua passione per la bicicletta e il poter condividere con amici vecchi e nuovi il piacere e le soddisfazioni di questo sport, lo hanno convinto a creare un albergo specializzato per amanti delle due ruote. Se poi aggiungiamo il fatto che l’Italia è al terzo posto come meta di riferimento per i cicloturisti europei, preceduta solo da Austria e Francia, e che la domanda non conosce crisi, basta poco perché passione e capacità trasformino un hotel in un bike hotel.
Sono due i consorzi nel nostro Paese specializzati per cicloturisti: uno nazionale, Italy Bike Hotels e l’altro Romagnolo, Riccione Bike Hotels, con alberghi su Riccione. Quasi tutti gli alberghi consorziati sono gestiti da appassionati di bici che spesso escono con i loro ospiti e condividono emozioni, allegria e adrenalina sulle due ruote. A volte gli albergatori fungono loro stessi da guida per le escursioni in bici.
Ma ovviamente per essere un bike hotel passione ed esperienza non bastano. I due consorzi rispettano precisi standard qualitativi, vale a dire hanno creato le condizioni strutturali per accogliere i cicloturisti, introducendo una pluralità di servizi che vengono monitorati e verificati anno dopo anno.
Per quanto riguarda la cura delle biciclette, ad esempio, per gli appassionati di questo sport i servizi offerti vanno dalla sicurezza per la custodia dei mezzi all’assistenza tecnica necessaria (ricambi, meccanici etc.) o, ancora, a un’attenzione speciale alla qualità e rapidità del servizio di lavanderia per l’abbigliamento tecnico.
Ogni hotel dispone di un’officina per piccoli interventi meccanici, di deposito sicuro dove il ciclista può cambiarsi per l’allenamento e lasciare senza problemi i propri indumenti, di guide cicloturistiche che accompagnano il gruppo negli itinerari e di mappe e percorsi della zona.
Molta attenzione è riservata anche alla salute e alla cura del corpo, attraverso una ristorazione studiata per sportivi e centro fitness in hotel utile non solo per mantenersi in forma, ma anche per continuare ad allenarsi anche quando la stagione è un po’ più rigida o le condizioni meteo non sono ottimali.
Il cicloturismo è un mercato interessante e promettente per tre ragioni fondamentali: è un turismo che viaggia per lo più in bassa stagione, periodo da sempre critico per l’occupazione e la redditività alberghiera, richiama un numero consistente di appassionati provenienti in gran parte dal Nord Europa e pertanto genera visibilità anche all’estero. Infine, il cicloturismo mette in moto la macchina turistica anche nei confronti di località poco note ma suggestive, non raggiunte dal turismo di massa.
In Germania, uno dei principali Paesi dediti alla pratica cicloturistica, secondo fonti Eurovelo l’80% dei cicloturisti tedeschi spende almeno 500 Euro per una settimana di vacanza, di questi la metà ne spende più di mille. In base ai tre differenti tipi di cicloturismo (bici da corsa o strada, mtb e bici da trekking), oltre 10 milioni di Tedeschi si allena con bici da corsa e pratica training camps, 22 milioni praticano bici da trekking e fanno vacanze che combinano sport, arte e cultura. I Tedeschi che usano la mtb sono circa 7-8 milioni, utilizzano il gps e ai percorsi su strada preferiscono l’off road per escursioni impegnative in montagna.
L’istituto di ricerche di mercato Trendscope ha effettuato, su incarico del Parlamento Europeo, un’indagine scientifica in merito al significato economico del cicloturismo, ottenendo dei risultati degni di nota.
Secondo tale ricerca, ogni anno circa 25,6 milioni di persone in Europa intraprendono un viaggio in bicicletta con almeno un pernottamento: ciò corrisponde al 3% dei viaggi turistici della popolazione dell’UE. In Europa, più di un cicloturista su cinque è tedesco: circa 5,6 milioni di Tedeschi intraprendono complessivamente un viaggio in bici di più giorni all’anno. Il 21% dei Tedeschi ha inoltre trascorso le vacanze sul sellino della bicicletta.
Tra i principali trend del turismo internazionale, si registra l’affermarsi del turismo ecologico: gli stranieri sono sempre più attenti all’ecocompatibilità del loro prossimo viaggio. Ed il turismo in bicicletta, oltre ad essere in maniera caratteristica lento, risulta anche sostenibile consentendo di poter fruire ed al tempo stesso preservare l’ambiente. Ma oggi c’è di più. Molti di questi cicloturisti programmano una vacanza con la propria bici al seguito e prediligono luoghi in cui poter fare escursioni a piedi e trekking. In questo contesto si colloca la progressiva attenzione dell’agri bike, un fenomeno che si sta affacciando nel nostro paese e che trova una risposta nella voglia di ecologia del turista internazionale, nell’attenzione all’ambiente, nel desiderio di armonia a stretto contatto con la natura.
A questo deve aggiungersi l’importanza economica del cicloturismo: valorizza le zone attraversate, anche quelle che risultano marginali rispetto alle migrazioni turistiche di massa, esercita ricadute positive sull’economia locale e favorisce la nascita di iniziative imprenditoriali turistiche locali.
Anche la moda oggi è stata “contaminata” dal mondo delle due ruote, segno che il ciclismo sta diventando sempre più uno stile di vita diffuso. Le griffe internazionali propongono, infatti, ai giovani un abbigliamento dai tagli moderni e tessuti innovativi prendendo spunto dagli indumenti solitamente indossati dai ciclisti.
Una famosa griffe francese, la Moncler, ha reso omaggio al ciclismo durante l’ultima settimana della Moda Uomo milanese, facendo sfilare i modelli nella cornice del Velodromo Vigorelli, tempio del ciclismo internazionale, con una collezione ispirata al Giro d’Italia e al Tour de France.
In conclusione, si può dire che chi vuole fare del proprio albergo un bike hotel necessita di tanta passione, ma soprattutto di servizi all’altezza di un mercato molto esigente. Per questo l’adesione ad un club di prodotto garantisce grande visibilità e risultati apprezzabili a prezzi più contenuti rispetto agli sforzi individuali.
Sono, quindi, necessari:
• servizi personalizzati per ciclisti,
• servizi per gli accompagnatori, spesso disinteressati alla pratica cicloturistica ma con altrettanta voglia di svagarsi e rilassarsi in vacanza,
• presenza in hotel di materiale informativo specifico,
• convenzioni e collaborazioni con strutture esterne per noleggio e riparazione delle bici e con negozi di articoli sportivi,
• una corretta e mirata strategia di marketing per promo commercializzare la propria offerta con successo.









